Tutto ebbe inizio 14 anni fa .....stavamo lavorando ad un progetto di riciclo della fibra di carbonio, ed entrammo in contatto con BMW che in quel periodo stava sviluppando la i3, auto elettrica con struttura in composito di Fibra di Carbonio. Ci chiesero di sviluppare un sistema per riuscire a recuperare la Fibra di Carbonio da elementi di scarto di produzione composti da resina e fibra di carbonio....con un paio di richieste NON FACILI :
Facendo tesoro della mia esperienza nel restauro lapideo, che e' stata una scuola di base FENOMENALE E DI BOTTEGA per la conoscenza di prodotti chimici di base, individuai il
dimetilsolfossido che usavamo sui monumenti per rimuovere residui e macchie di resine epossidiche.
Fu proposto questo solvente a BMW che, dopo verifiche di base, accetto' con entusiasmo, e finanzio' la ricerca che venne svolta su mia richiesta e dopo accordi, presso tecnotessile next technology Istituto di Ricerca a Prato.
Le varie sperimentazioni svolte su questo solvente permisero, oltre a riuscire con successo a recuperare la Fibra di Carbonio da elementi solidi compositi su base epossidica, di individuare altre possibili applicazioni anche nel recupero di fibre tessili, sopratutto e particolarmente quando le fibre si trovavano in mista o inquinate da altri materiali.
A seguito di queste sperimentazioni si arrivo' alla consapevolezza della scoperta di un determinato comportamento del DMSO, molto interessante ed efficace.
Ne nacque
un primo brevetto depositato a ottobre 2013, di tipo "difensivo", tipico delle scoperte, ovvero la pubblicazione "difensiva"
assicurandosi in questo modo che nessun altro possa brevettarla....ma potendo poi rivendicare la scoperta e coprendo con segreto industriale i parametri di utilizzo. Come si nota sopra ....next technology tecnotessile in questo deposito del 2013 non risulta......ci sono io, il mio partner brevettuale di sempre, i miei familiari e il garante/residente Professionista per i depositi in Svizzera.
Il comportamento scoperto relativamente al DMSO fu riassunto in "trattamento termico in fluido" ovvero il dmso con determinati polimeri riusciva, in modo selettivo e con ausilio di temperature ben gestibili nel suo range di applicabilita', ad abbassare il punto di fusione, diverso a seconda della tipologia di polimero.
Quindi durante il processo si verificava una fusione determinata secondo temperature e tempi di un polimero/fibra preciso, in mista con altro polimero o fibra naturale con punti di fusione diversi o non soggetto a fusione. A raffreddamento del solvente il polimero si riaggregava senza perdere alcuna caratteristica. Quindi un "lavaggio" con determinati parametri e preparazione dei materiali, permetteva di puricare/separare/ un componente da un'altro.
Tutto cio' portava i seguenti vantaggi :
1 Ottimizzazione dei consumi energetici abbassando il punto di fusione dei polimero di circa il 30%
2 Ricondensazione e quindi filtrazione ottimale del polimero, per semplice raffreddamento
3 Ottima interazione con materiali/fibre proteiche (lana)
4 la facilita' di recupero del solvente
Ovviamente ci sono passaggi di preparazione dei materiali da trattare, delle metodologie di processo secondo parametri precisi, una fase di recupero del solvente e dei trattamenti post processo dei materiali recuperati, che fanno parte di un segreto industriale, ma sopratutto ci sono materiali che possono essere trattati ed altri NO o perlomeno non hanno ne' convenienza economica e nemmeno una praticabile processabilita'.
Nel 2014 ci fu l'incontro con uno dei piu' competenti chimici tintori a Prato, Aldo Malara, oltre che amico di lunghissima data, fondamentale per la successiva messa a punto di questa tecnologia e di altre usando sempre il DMSO :
1 Un processo di tintura per lana fibre pellame (deposito CH711108A2)
2 Un processo di sbozzimatura (deposito CH9472015)
Che diedero origine ad altri 2 brevetti (sopra citati) "difensivi" sempre basati sul dmso.
Fu anche ri-depositato un brevetto relativo alla separazione delle fibre
CH711187A2, giusto per dare un coinvolgimento anche a next technology tecnotessile, a grande riconoscenza verso il Direttore Solitario Nesti che ci aveva messo a disposizione i laboratori del centro.
Nello stesso periodo inizia una collaborazione con ASM - PROGRAMMA AMBIENTE con una serie di sperimentazioni per valutare l'applicabilita' del sistema nell'ambito dello scarto/rifiuto tessile urbano ed industriale, che dara' un esito estremamente chiaro :
lo scarto tessile post industriale, in particolare da fast fashion, ma anche il rifiuto tessile inteso in un piu' largo significato, presente in area Pratese e raccolto da ASM (vestiti usati e altro) non risultava interessante economicamente e nemmeno adatto ad essere processato col sistema "di separazione termico in fluido delle fibre", tanto che l'esito fece da input per lo svilutto di una ulteriore tecnologia denominata Texilwood che prevedeva l'utilizzo dello scarto rifiuto tessile indifferenziato per realizzare pannelli sostitutivi del legno e del cartone/cartoncino. Quindi i campi di applicazione della tecnologia basata sul DMSO si concentravano su:
1 recupero scarti lanieri post industriali con presenza di elastam
2 recupero lane post consumo pre-processate in presenza di inquinamento da APEOS o elatstam
3 recupero nylon 66 da scarto produzione calze da donna
4 Miste pregiate (es. underwear post consumo o scarto industriale cachemere cotone elastam)
e altri scarti post=industriali
Ovvero una tecnologia da settori industriali specializzati e non per un recupero generico di scarti/rifiuti tessili.
Nel 2016 la tecnologia "processo termico in fluido" viene data in concessione, con contratto, ad una Azienda di Montale Pistoia che procede anche a realizzare, nell'ambito di un progetto di next technology tecnotessile, un impianto pilota "lavatrice a doppio cestello verticale con deposito fluidi", finanziato con fondi della REGIONE TOSCANA.
Nel 2017 mentre l'impianto pilota, realizzato a seguito del contratto di concessione di cui sopra, e' impiegato per una serie di prove presso un'azienda storica Pratese, manifestano interesse, una coppia di fratelli della comunita' cinese. Si arrivera' ad un preliminare, ma in seguito ad una situazione paradossale e dannosa. I due si palesano infine in un atteggiamento cialtrone ed avventuriero tipico di certi soggetti orientali interessati solo ad appropriarsi di tecnologie, far danni e speculazioni sul nostro territorio, su direttive precise di loro madre patria, e spesso con l'aiuto di "amici ben ricompensati" italioti.
Quindi, riassumendo, a partire dal 2015 si crea un gruppo di lavoro che condivide la tecnologia e la concede con contratti. Il gruppo e' composto da ricercatori Indipendenti, Imprenditori nel settore metalmeccanico (produzione impianti tessili), imprenditori commerciali nel Settore alta moda e Next Technology Tecnotessile. Tutti legati da contratti, accordi di riservatezza e segreti industriali relativi alle procedure di utilizzo della tecnologia. A questo gruppo nel 2016 si aggiunge un concessionario della tecnologia.
Arriviamo ai tempi recenti......
Nel 2020 l'attivita' del gruppo si ferma, a causa del covid e per il contrasto con i due della comunita' cinese. Purtroppo a fine anno il covid si porta via il Direttore di Tecnotessile, una grande perdita per Prato. Un bravo Artigiano della ricerca che aveva fatto di tecnotessile un Hub aperto, accessibile anche da Artigiani, ricercatori indipendenti.
Arriviamo al 2021, a situazione covid piu' normalizzata. io , il Tecnico Chimico
ed il gruppo di imprenditori coinvolti riprendiamo contatti col centro
di ricerca e la nuova direzione per il continuo della
collaborazione.... nell'ambito di un progetto era stata
realizzata una lavatrice e in tecnotessile,
senza contattarci avevano messo in atto delle prove, ma evidentemente non avendo i parametri di utilizzo
ovvero
TUTTA LA PROCEDURA di implementazione ....
durante
prove forse fatte un po' a casaccio la lavatrice era esplosa.Vengo convocato urgenetemente dal nuovo direttore, che mi conferma che NESSUNO E TANTOMENO LUI STESSO E' A CONOSCENZA DELLE PROCEDURE DI IMPLEMENTAZIONE DEL SISTEMA e mi
viene chiesto se posso dare una mano, e dopo averlo comunicato agli
altri del gruppo accetto. Tra luglio e agosto del 2021 lavoro alla
"lavatrice" illustrando tutti gli step del processo, sia quegli attuati
che quelli da attuare, compreso il recupero del solvente....il tutto
"normale e dovuto" essendo il centro di ricerca partner e firmatario di
concessioni insieme a tutto il gruppo....ma di fatto UN PASSAGGIO DI KNOW HOW ANCHE SE CON UN PARTNER FORMALE.
Successivamente
accade, a gennaio del 2022 che il sistema da noi ideato viene proposto,
dal centro di ricerca, senza ne' capo ne' coda, nell'ambito di
progetti PNRR ....cosa che ci allarma e ci fa prendere una posizione
chiara e forte che finisce anche sui Giornali locali.
La nostra posizione viene esposta anche in incontri Istituzionali. "
LA TECNOLOGIA PER LA RIMOZIONE DELL'ELASTANE" come viene poi definita dalla nuova direzione di tecnotessile....
NON HA ALCUN SENSO di utilizzo nell'ambito di recupero di scarti tessili post industriale provenienti dal "fast fashion" e tanto meno nell'ambito del riciclo post consumo. Le ragioni sono tecniche ed economiche, e gia' ben valutate nella precedente sperimentazione fatta nel 2015/16 presso ASM PROGRAMMA AMBIENTE.
QUESTO E' GRAVE, e lo e' ancor di piu' a seguito del fatto che a richiesta di spiegazioni non vi e' stata nessuna risposta.....in perfetto stile "marchese del grillo".....
Quanto qui esposto e' importante sia letto da chi non a conoscenza ed inconsapevolmente, o per tesi di laurea o per progetti in ambito europeo o altro potrebbe aver avuto informazioni fuorvianti sul sistema, su chi lo ha realizzato e sulle possibili applicazioni.
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