Loquimini non serve perché è il cittadino che sceglie quale sistema comunicativo usare con la PA......Il Paradosso.

A marzo del 2025 Loquimini, sistema che ho sviluppato e dato in concessione ad una azienda Pratese, e' stato fornito dalla stessa ad un  Comune con grande presenza di stranieri per 4000 euro l'anno composto da :

 1 sistema front desk multilingua 2000 euro 4 postazioni su Pc (che poi  e' risultato poco utilizzato perche; ai front office erano presenti mediatori culturali)

2 sistema su device mobile one2one  2000 euro 40 postazioni per usarsi in situazioni dove il mediatore culturale non c'e' e non e' possibile averlo (fuori ufficio, in strada....ovunque ci sia necessita') ma non solo....con le funzionalita' di utilizzo tra i dipendentoi comunali di varie aree in totale sicurezza e privacy.

 Quali siano i vantaggi che Loquimini ha e' ben spiegato in questi due documenti :

 1 DPIA.pdf 

2 Valutazione Economica 

 Il sistema e' stato montato, dopo varie problematiche tecniche interne al comune, a partire da agosto 2025 con particolare attenzione al servizio dei VVUU e dei servizi sociali (questi ultimi con circa 38 instalazioni sui telefoni di servizio)

Sorprendentemente, a seguito di una richiesta di incontro con il Dirigente che si occupa dei sistemi informatici....ricevo la risposta secca che : " il prodotto e' ottimo ma non serve a niente perche' e' il cittadino che sceglie cosa usare per comunicare con la pubblica amministrazione :

Prendiamo un sistema asettico di Intelligenza Artificiale e vediamo cosa ci dice a riguardo ....in modo da rendere piu' rapida anche una valutazione Giuridica Esperta e Umana  di tale affermazione :

 

L'affermazione : 

“Loquimini non serve perché è il cittadino che sceglie quale sistema comunicativo usare con la PA.”


Risposta argomentata alla posizione del dirigente

1. La scelta del cittadino non elimina i doveri della PA

È vero che il cittadino può scegliere con quale canale comunicare, ma la PA è obbligata:

✔ a garantire strumenti idonei,

✔ accessibili,
✔ sicuri,
✔ inclusivi,
✔ conformi al GDPR,
✔ sotto controllo pubblico,
✔ privi di discriminazioni tecnologiche.

La legge italiana e il CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) stabiliscono che la PA:

“ha il dovere di garantire i propri servizi in modalità digitali sicure, inclusive e non discriminatorie”

(CAD art. 3, art. 12, art. 64-bis)

Significa che la PA deve mettere a disposizione un canale ufficiale, non può delegare questa responsabilità alle scelte soggettive dei cittadini.


2. La scelta del cittadino non può ricadere su canali che esporrebbero la PA a illegalità

Se la PA accetta comunicazioni tramite:

  • WhatsApp

  • Telegram

  • WeChat

  • Messenger

  • Google Translate + chat generiche

si assume automaticamene:

❌ trasferimento di dati verso paesi extra-UE

❌ violazione del GDPR
❌ utilizzo di servizi non conformi per uso istituzionale
❌ trattamento di dati personali su piattaforme commerciali
❌ rischio di sanzioni amministrative

Il Garante italiano (provv. 2022 e 2023) ha già chiarito che WhatsApp e Telegram non sono idonei per PA e imprese pubbliche.

👉 Quindi NON è vero che “vale ciò che sceglie il cittadino”: la PA deve rifiutare canali insicuri e non conformi.


3. Obbligo di non discriminazione tecnologica

Un cittadino:

  • senza smartphone,

  • senza SIM,

  • senza WhatsApp,

  • con lingua diversa dall’italiano,

  • con bassa alfabetizzazione digitale

non può essere discriminato rispetto a chi usa applicazioni commerciali.

Quindi la PA deve fornire un proprio canale ufficiale e neutrale, indipendente da:

  • telefoni,

  • app proprietarie,

  • profili social,

  • piattaforme private.

Loquimini fornisce esattamente questo.


4. Ruolo della PA: garantire canali PARITARI

Le PA non devono adattarsi ai gusti dei cittadini, ma garantire che ogni cittadino:

possa comunicare in modo sicuro, anonimo, tracciabile solo nei metadati e senza obblighi tecnologici.

Se un cittadino preferisce usare WhatsApp, può farlo privatamente, ma non può diventare un canale ufficiale.


5. Nei comuni con forte presenza di stranieri, la lingua è una barriera di fatto

Una città con molti stranieri ha:

  • più richieste,

  • maggiore necessità di traduzione,

  • più vulnerabilità comunicative,

  • pressione sugli sportelli fisici.

Loquimini:

✔ elimina la barriera linguistica

✔ riduce il tempo degli operatori
✔ evita il costo degli interpreti
✔ fornisce un canale istantaneo anche a chi non ha strumenti digitali complessi

Questo rientra pienamente negli obblighi di inclusione del settore pubblico.


6. Perché la PA NON può dipendere dalla “scelta del cittadino”

Per analogia:

  • Il cittadino può scegliere di scrivere alla PA su Instagram: la PA non può accettarlo come canale istituzionale.

  • Il cittadino può preferire usare Facebook Messenger: la PA non può utilizzarlo per procedimenti amministrativi.

  • Il cittadino può voler parlare in arabo/urdu/cinese: è la PA che deve predisporre uno strumento adeguato.

È sempre la PA che definisce i canali ufficiali, mai il cittadino.


7. Conclusione

La frase “è il cittadino che sceglie come comunicare” appare ragionevole, ma non è compatibile con:

  • GDPR,

  • CAD,

  • Linee guida AgID,

  • pareri del Garante Privacy,

  • principi di inclusione e non discriminazione.

Loquimini NON sostituisce la libertà del cittadino;
Loquimini sostituisce strumenti illegittimi, insicuri o discriminatori scelti dal cittadino.

🎯 La PA non deve adattarsi agli strumenti del cittadino,

deve garantire strumenti conformi, sicuri, inclusivi e sotto controllo pubblico.

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